Centro Studi Oriente e Occidente

L’associazione culturale Oriente Occidente - costituita ad Ancona su iniziativa e progetto del dr. Giuseppe A. Possedoni (giornalista professionista, cultore di studi indologici e attinenti il fenomeno religioso) e della dr.ssa Francesca Ferretti - opera nel capoluogo, dove ha sede, e nelle Marche dal 1995. È un ente non commerciale di natura privata, rigorosamente non profit, attivo nella realizzazione di iniziative culturali (convegni, conferenze, concerti, pubblicazioni, letture) volte all'attuazione di un progetto di ricerca e riflessione nel campo degli studi teologici, filosofici, letterari, artistici, legati all’attualità.  Per conseguire tali scopi, promuove riunioni di studiosi, docenti ed esperti, competenti sui temi di volta in volta indagati.

Sebbene non abbia un’impronta ecclesiale, e conservi un’impostazione derivante dalle sue basi laiche, Oriente Occidente ha come sua finalità principale quella di incrementare la conoscenza del Cristianesimo secondo la Tradizione, i Testi e il Magistero della Chiesa Cattolica Apostolica Romana. Ma anche di contribuire a orientare i partecipanti alle proprie iniziative verso una comprensione più profonda dei tempi, dei costumi e delle idee che li impregnano. Tutto ciò, respingendo - pur nella consapevolezza del proprio, limitato potenziale - il conformismo del ‘politicamente corretto’ e della sua neolingua, che nasconde il sostanziale significato delle cose; le logiche del mondialismo, del multiculturalismo, del meticciato, che azzerano la ricchezza delle differenze fra le civiltà e le identità culturali; le aberrazioni e le perversioni propalate da larghi settori della tv, di Hollywood e degli altri media; nonchè la dittatura del pensiero unico relativista, secondo cui non esisterebbe una Verità in base alla quale misurare e giudicare tutte le altre concezioni, ma tutte le concezioni avrebbero uguale valore e legittimità etico-morale. Rigettando tale, erroneo assunto, Oriente Occidente mantiene invece costante il riferimento all’identità dell‘Occidente e, in particolare, alle sue radici cristiane. Nel fare ciò, ricusa, ritenendola sbagliata e deviante, la pretesa di un dialogo sulle idee che sia per forza di cose inclusivo, poichè se la Verità, in quanto è tale, va fermamente, seppure garbatamente, sempre asserita, e sempre per intero, senza piegarla o adattarla alle mode e allo spirito del tempo, può non di rado accadere che in chi La ascolta nutrendo pregiudizi, si generino dispetto e ostilità.  Ostilità e dispetto che derivano dall’impossibilità di sopportare il pensiero, troppo angosciante, che l’uomo non ha alcuna sua propria sostanzialità, se non quella che gli deriva dall’essere una creatura, ovvero vita evocata dal nulla da un Dio creatore. Coloro in preda a tale angoscia radicale, non nutrono la confidenza e l’affidamento che dovrebbero nutrire per Colui che ha chiamato all’essere, dal nulla, loro stessi, ogni altro uomo e tutte le cose, e per cercare di oscurare l’insopprimibile consapevolezza del proprio essere creatura, concepiscono la chimerica idea dell’autosufficienza umana e la presuntuosa illusione che l’uomo possa con le sole proprie forze costruire in terra il Paradiso. Adorando un progresso solo umano, senza Dio, costoro non si rendono conto di costruire, in terra, non il Paradiso, bensì l’impero della menzogna, della falsità, della disperazione, ovvero il regno del diavolo. 



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